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Arriva l’auto verde firmata Bolloré-Pininfarina Stampa
Al Salone di Ginevra inizierà la commercializzazione di BO, la prima vera vettura elettrica con batterie a tecnologia LMP (Lythium Metal Polymere). Con autonomia superiore ai 250 Km, l’utilitaria di gamma alta raggiunge una velocità da 130 Km l’ora.
pininverdeQuando si parla di ambiente non si può trascurare la questione dell’inquinamento dovuto alle auto. Un vero problema soprattutto se si pensa che l’80% delle emissioni di C02 sono realizzate in città. Per questa ragione diverse case automobilistiche stanno lavorando da tempo al progetto di un’auto pulita. Molti hanno investito sugli ibridi come tecnologia di transizione prima di arrivare al motore elettrico o alla propulsione ad idrogeno. In questo contesto, Francia e Italia hanno un ruolo di primo piano grazie a due grandi famiglie industriali: Bolloré e Pininfarina, che insieme hanno scommesso sul progetto dell’auto pulita e inizieranno, al Salone di Ginevra (dal 5 al 15 marzo) la commercializzazione delle B0 ( il nome per esteso è B Zero), che sarà in consegna a partire dal 2010. Una vettura nuova e innovativa, già ammirata al Salone di Parigi, con un progetto che viene da molto lontano: il prototipo dell’auto franco-italiana totalmente ecologica fu infatti presentato proprio a Ginevra ben quattro anni fa. Si chiamava BlueCar e se in termini di design l’assenza del tocco Pininfarina si sentiva, sotto il profilo della tecnologia rappresentava già all’epoca un passo in avanti epocale per l’intera industria automobilistica. La BlueCar e la B0 utilizzano infatti per le batterie la tecnologia LMP (Lythium Metal Polymere), che alimenta un motore elettrico da 45 Kw: una vera innovazione perché queste batterie non prevedono rischio di surriscaldamento e di ignizione. Sistemate sotto il pianale e fra i due assali, le batterie, che sono prodotte a Quimper e a Montreal dalla Batscap, filiale del gruppo Bolloré (in cui Edf ha il 5%), hanno anche il vantaggio di abbassare il baricentro dell’auto e migliorarne la tenuta di strada. Così, grazie al contributo dei pannelli fotovoltaici piazzati sul tetto e sul cofano, la B0 arriva ad avere un’autonomia superiore ai 250 Km con una sola ricarica. Certo per partire con le batterie “piene”, è necessario caricare l’auto per cinque ore, ma sarà anche possibile recuperare dai 20 ai 30 Km di autonomia in soli cinque minuti. Per questa piccola utilitaria haut de gamme, infine, la velocità è tutt’altro che un argomento di secondo piano: il guidatore potrà premere il piede sull’acceleratore fino a 130 Km/h con uno scatto che consentirà di raggiungere i 60 Km orari in 6,3 secondi. Infine anche il prezzo dovrebbe essere tutto sommato abbordabile: attorno ai 15mila euro. Ma la cifra definitiva e le modalità con cui sarà possibile acquistarla o noleggiarla saranno svelate solo al Salone di Ginevra.

Cuore francese, manifattura italiana
La B0, che abbina alla tecnologia LMP, un dispositivo per lo stoccaggio dell’energia (“supercap”) e pannelli fotovoltaici piazzati sul tetto e sul cofano, è un omaggio alla memoria di Andrea Pininfarina, tragicamente scomparso l’estate scorsa, proprio mentre lavorava al progetto della vettura pulita su cui contava per rilanciare il suo gruppo. L’auto, il cui design è tutta opera della grande tradizione italiana nella carrozzeria, è integralmente progettata e prodotta negli stabilimenti Pininfarina a Torino. In assoluto è la prima vettura che l’azienda piemontese, storicamente vicina al mondo Ferrari e Maserati, sigla con il proprio marchio.

La Lmp una rivoluzione tecnologica bollor
Ma è la batteria ad essere il vero cuore pulsante dell’auto elettrica. Il gruppo Bolloré, con un fatturato di 7.7 miliardi di euro e 35.000 dipendenti, lavora a questo progetto da più di 15 anni. Grandi investimenti che hanno permesso di mettere a punto una bat- teria LMP, capace di immagazzinare, a parità di peso, cinque volte più energia rispetto ad una batteria tradizionale e di ricaricarsi in poche ore. In più questa tecnologia, estremamente silenziosa, non richiede alcuna manutenzione, ed ha una durata di vita di circa 200.000 km e fornisce una sicurezza ineguagliabile.


Il segreto dei supercondensatori per accelerare e recuperare potenza
Le “supercap” sono un componente per lo stoccaggio dell’energia elettrica sviluppato dal Gruppo Bolloré. Nell’auto elettrica, il ruolo di questo componente è quello di recuperare e immagazzinare l’energia in frenata, per poi renderla nuovamente disponibile quando l’auto riparte. Il meccanismo garantisce una ripresa migliore assieme ad un aumento dell’autonomia e una più ampia durata di vita per la batteria.

Un mercato potenziale tutto da immaginare

Difficile fare stime sulle dimensioni del mercato verso cui è proiettata l’auto elettrica. E’ evidente che c’è una grande attenzione dei governi per le tematiche ambientali. Secondo diversi esperti, del resto, l’industria automobilistica, che sta attraversando una fase estremamente difficile, potrebbe ritrovare slancio proprio in una sorta di rivoluzione ecologica delle quattro ruote. Non a caso città come Parigi si candidano ad essere città ecologiche con un parco di auto elettriche a disposizione della comunità. Secondo Sia Conseil, il parco di vetture elettriche nella sola Francia potrebbe rappresentare il 4-5% entro il 2020. E il gruppo Bolloré è ben piazzato per cogliere i vantaggi di questo grande cambiamento.
 

 

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